La classe di equivalenza di un elemento di A è l’insieme di tutti gli elementi in relazione con l’elemento di A.

Oppure con la notazione R:

perché si sottintende che ci sia almeno un elemento in relazione con .

Si dice anche che è un rappresentante di tale classe.

Esempio di classi di equivalenza con la congruenza con modulo 2

Due numeri sono congruenti modulo 2 se , cioè se e hanno lo stesso resto.

Le possibili classi di equivalenza sono 2 perché il resto di può essere solo o .

  • numeri pari:
  • numeri dispari:

Si nota che , a dimostrazione che non importa quale rappresentante della classe si sceglie, perché la classe descritta da e è sempre la stessa.

Riassumendo:

  • La partizione di in questo caso si scrive secondo la notazione dell’insieme quoziente, in quanto è l’insieme e è un modo compatto per rappresentare la relazione di congruenza modulo 2.

Proprietà di caratterizzazione della classe di equivalenza

è una relazione di equivalenza

Proposizione:

Due elementi appartengono alla stessa classe d’equivalenza se e solo se solo in relazione.

Dimostrazione:

  1. Sappiamo che e , bisogna solo verificare la bi-implicazione.
  2. significa che , cioè i due insiemi sono uguali se e solo se si contengono a vicenda.
  3. Se la relazione è di equivalenza, allora è anche simmetrica, quindi .
  4. Sia , quindi . Per transitività, abbiamo , quindi .
  5. Se come dimostrato, allora . Invertendo il ruolo di y e x, si dimostra anche che , dimostrando (secondo il punto 2) che .

Proprietà di partizione delle classi di equivalenza

Proposizione:

In una relazione, le classi di equivalenza o coincidono oppure sono disgiunte, cioè l’insieme può essere diviso in più insiemi tutti identici oppure che non si sovrappongono.

In particolare, data una classe d’equivalenza , allora si ha che .

Dimostrazione:

  1. Volendo dimostrare la proposizione per assurdo, bisogna verificare che la sua negazione è contraddittoria. Per la legge di De Morgan, la negazione della proposizione originale è
  2. Per la proprietà di caratterizzazione delle classi di equivalenza, , quindi per simmetria , infine per transitività .
  3. Sempre per la proprietà di caratterizzazione, , ma ciò rende l’ipotesi per assurdo (che ora possiamo riscrivere come ) insoddisfacibile, dimostrando la proposizione di partenza.