• Ha indirizzi IP (Internet Protocol) lunghi 16 byte. Ne esistono quindi molti di più di quanti ne supporta IPv4 (Internet Protocol version 4).
  • Ha un nuovo formato dell’header IP e supporta nuove opzioni, soprattutto di sicurezza, con anche la possibilità di estenderle.
  • È più efficiente perché non ha frammentazione nei router intermedi e ha etichette di flusso per il traffico audio e video.

La transizione da IPv4 e IPv6 è ancora in corso ed è molto localizzata. Esistono diversi meccanismi per gestirne la coesistenza:

  • Dual stack: gli host hanno un livello di rete doppio nello stack protocollare TCP-IP, uno per IPv4 e uno per IPv6. L’host interroga il DNS (Domain Name System) e in base all’IP ricevuto determina il protocolo da usare.
  • Tunneling: due host IPv6 devono comunicare attraverso una regione IPv4, quindi incapsulano il datagramma IPv6 nel payload di uno IPv4. l’IP sorgente e destinazione sono gli estremi del tunnel IPv4.
  • Traduzione da IPv6 a IPv4: un mittente IPv6 manda il datagramma a un router intermedio che lo traduce prima di mandarlo all’host IPv4 di destinazione.