Tra i due dispositivi in comunicazione nella rete esiste sempre un circuito virtuale di nodi dedicato, creato al momento e immutabile durante la singola comunicazione, le cui risorse (canali di comunicazione) sono riservate per tutta la sua durata. Le informazioni riguardanti il circuito vengono mantenute dalla rete.
Un circuito virtuale consiste in:
- un percorso tra gli host origine e destinazione,
- i campi dei pacchetti con i numeri VC (Virtual Circuit), uno per collegamento,
- righe nella tabella di inoltro che mappa l’interfaccia in ingresso e il VC del pacchetto entrante all’interfaccia in uscita e al VC da scrivere nel pacchetto uscente.
I router aggiungono alla tabella d’inoltro una nuova riga ogni volta che stabiliscono una nuova connessione e la cancellano quando viene rilasciata.
Un esempio è la Asynchronous Transfer Mode che unifica telefonate, dati, e televisione via cavo.
A meno che ogni coppia di dispositivi stia comunicando tra loro nello stesso momento, una rete a commutazione di circuito è sempre sottoutilizzata, quindi può essere poco efficiente.
Le risorse di rete, cioè la frequenza d’onda e il tempo di comunicazione vengono suddivise in pezzi allocati ai vari collegamenti. Le risorse non utilizzate da una comunicazione fra due utenti non possono essere utilizzate in un’altra connessione, quindi rimangono inutilizzate.
Esistono due modi di dividere queste risorse:
- FDM (Frequency Division Multiplexing): si alloca un range di frequenze per ogni utente.
- TDM (Time Division Multiplexing): si allocano degli intervalli di tempo a turno per ogni utente.